23 ottobre 2007

morrissey & the smiths 


Morrissey & The Smiths - gli ultimi inglesi


Daniele Cianfriglia

Stampa Alternativa


Come giustamente si dice in quarta di copertina, la fama degli Smiths nel Regno Unito compete addirittura con quella dei Beatles. Questo non solo per l'immagine fortissima della band e del suo leader/icona Morrissey, ma anche e soprattutto per l'enorme influenza musicale del gruppo di Manchester sulla scena pop degli anni a venire.

Daniele Cinafriglia, da fan prima che da biografo (lo dico in senso assolutamente positivo), delinea un ritratto articolato della band attraversando le tante influenze, le fonti d'ispirazione, i riferimenti culturali, le suggestioni cinematografriche e letterarie, triturate dalla mente perversa di Morrissey e da quella ancora più perversa dei media inglesi che, loro malgrado, tanto hanno contribuito al successo degli Smiths.

Un libro che nel complesso si rivolge a chi ama già i personaggi in questione (notevole a riguardo i resoconti tecnici sulle esecuzioni chitarristiche di Marr); per i neofiti invece che vogliono orientarsi all'interno della produzione morrysseiana, nel testo si trova una playlist curata da Gianni Santoro (contenente forse un pò troppo Moz solista, per i miei gusti).

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02 ottobre 2007

brindando coi demoni 


Federico Fiumani

Brindando coi demoni

Coniglio Editore



Federico Fiumani, protagonista della scena new wave italiana con i suoi Diaframma si racconta e racconta di tanto altro in un'autobiografia disordinata, edita Coniglio Editore, fatta di tanti piccoli ricordi spesso slegati l'uno dall'altro, varia ed avvincente, talvolta profonda e geniale, altre volte volutamente futile e sopra le righe.

La comprensione delll'uomo passa attraverso buona parte del suo mondo da vent'anni a questa parte. I ricordi s'intrecciano ad episodi di palco e backstage, ad osservazioni sul business (e sul non business) musicale, sui colleghi musicisti di ieri e di oggi, sulla Firenze degli anni 80, sui Litfiba, su Piero Pelù, sui vari componenti della band, sulle donne avute e quelle desiderate, sulla famiglia, sulla morte del padre e sulla ricerca della figura paterna, sul sesso, sul sesso ed ancora sul sesso.

Non poteva raccontarsi in altri modi Federico Fiumani, ed è un bene, perchè probabilmente un'altro modo, non ci sarebbe piaciuto affatto.

Cito "Io appartengo al passato. Il presente è dei giovani, sta a loro raccontarlo. A me va bene continuare e bruciare per le mie passioni (emozionarmi ancora) in attesa che questo fuoco diventi cenere".

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10 luglio 2007

transformer 

Transformer. La vita di Lou Reed

Bockris Victor

Arcana Edizioni

480 ppgg


Lungo piacevole e dettagliato resoconto su vita, musica e miracoli (come altro definire gli album con i Velvet Underground) del sig. Lou Reed, residente a New York, fondatore del gruppo più influente della storia della musica rock, artista poliedrico, alternativo per definizione.

Come per tutte le monografie Arcana, non aspettatevi troppe analisi sulla composizione musicale, ma bensì decine e decine di aneddoti, interviste e testimonianze utili a tracciare i 35 anni di una carriera che fra alti e bassi è significativa del percorso umano oltre che artistico di Reed.

Il tutto è completato da una discografia molto molto dettagliata. Album, singoli, partecipazioni, ospitate, cover (Venus in Furs è stata omaggiata solo da due gruppi.. ed AnalogicoUrbano sarà il terzo), risorse web e tanto altro.

Leggere inoltre una biografia prima che il protagonista passi a miglior vita (tra 100 anni Lou, tra 100 anni) ci consente infine di evitare facili mitizzazioni post mortem. Lou Reed è già un mito adesso. Vivo, vegeto e leggendario.

Per chiudere cito Brian Eno (se non sbaglio):

"Solo un centinaio di persone acquistarono, quando uscì, il primo disco dei Velvet Underground, ma oggi sono tutti musicisti o critici musicali
"


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04 giugno 2007

chuck klosterman 

Chuck Klosterman

Il giorno in cui il rock è morto. Viaggio nei luoghi delle grandi tragedie della musica

Ed. Mondadori - 250 pagine - 15€



Ho sempre subito il fascino della narrativa on the road. Dall'omonimo capolavoro di Kerouac a Lo Zen e l'arte della motocicletta di Pirsig. Mia nuova bibbia in merito è un testo del giornalista musicale di Spin Magazine, Chuck Klosterman, dal titolo Il giorno in cui il rock è morto. Viaggio nei luoghi delle grandi tragedie della musica.

Un racconto ironico e graffiante a bordo di una vecchia Ford Taurus a noleggio, con 600 cd come passeggeri/compagni di viaggio, per le strade degli States con lo scopo di visitare i luoghi dove si sono spente le più grandi rockstar. Dalla fine prematura di Elvis, Kurt Cobain passando per Jeff Buckley, John Lennon e tanti altri, più o meno famosi, con un pallino fisso: "che cosa c'entra il rock con la morte? Per quale strana ragione quando una rock star muore diventa immortale?"

Ad ogni modo Klosterman non parla solo del rapporto tra rock e morte ma anche di rapporti interpersonali, di indagini sociologiche dietro i capolavori della musica contemporanea, di maturità, di dubbi, di alcool e droga, dei Radiohead, dei Kiss, di New York, della cultura americana, ella critica musicale, di se stesso e di me in quanto ascoltatore e lettore, che ha appena deciso di investire parte delle vacanze estive in un viaggio on the road senza mete prefissate.

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21 maggio 2007

bonus tracks 


AA.VV.

Bonus Tracks - Scrittori italiani per Rolling Stone

Mondadori

168pagine - 8euro



Il punto di partenza è il fatto che notoriamente la rivista Rolling Stones (quella originale, americana) ha da sempre un legame molto stretto con la scrittura. Sulle pagine si RS si sono alternati Hunter S. Thompson, Bret Easton Ellis, Jonathan Franzen e Tom Wolfe (su RS è uscita a puntate la prima edizione del Falò delle vanità).

Perchè allora non provare il giochino anche in Italia? Detto fatto.

Bonus Track raccoglie i contributi di alcuni scrittori nostrani. Per rimanere ai nomi noti, accanto ad Ammaniti e Veronesi (lo scrittore) leggiamo di Manuel Agnelli, Fabio Volo, Elisa... non è proprio la stessa cosa, lo so. Per fortuna
dai "meno" noti, vengono i lampi di luce (che vi invito a leggere e scoprire).

Il risultato sembra essere comunque piuttosto disarmonico e l'equilibrio complessivo è un pò precario. Forse occorreva aspettare qualche altro anno, maturare un pò di esperienze significative sulle pagine della rivista, dare più corpo alla struttura del testo, osare anche un pò di più...

magari mi sbaglio, dicono che io me la cavi meglio a sparlare di musica...

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01 marzo 2007

una favola dark 



Jeff Apter

The Cure - Disintegraton. Una favola dark

Arcana, 2006



Never Enough. The Story of the Cure. Questo il titolo originale del tomo (oltre 400 pagine) curato da Jeff Apter. Un lungo viaggio nella carriera e nella vita di una delle band di culto del panorama pop degli ultimi 25 anni.

Episodi, testimonianze dei diretti interessati, parecchi particolari (anche inutili, soprattutto per quello che riguarda la prima parte della loro carriera) ed una bella carrellata di immagini in bianco e nero che ritraggono i Cure dagli esordi fino ai giorni nostri.

Un lavoro curato, talvolta un pò perso nel pettegolezzo sulle stranezze di Robert Smith e spesso superficiale sul lavoro del gruppo dagli anni novanta in poi. Rimangono comunque degli spunti di notevole interesse, come le analisi puntuali fatte sulla lavorazione degli album in studio, sui rapporti tra i membri del gruppo, con i produttori e sul processo creativo della band.

Nel complesso una biografia per i fan. Tutti gli altri, desistano.

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13 febbraio 2007

costretti a sanguinare 

Marco Philopat

COSTRETTI A SANGUINARE

Romanzo sul punk 1977-84

Einaudi


Finalmente in libreria la ristampa del romanzo che più di ogni altro è riuscito a far luce sul punk (o punx) italiano. Uno sguardo critico interno al movimento, in una Milano cupa ed arrabbiata, quasi fantascientifica nel racconto minuzioso, crudo e descrittivo di Philopat.

Personaggi sopra le righe, situazioni sospese fra il ridicolo ed il violento, il passaggio/romanzo tra due decenni, senza fare troppo caso alle logiche narrative, attraverso un processo di scrittura sperimentale, un'associazione libera incisiva ed avvolgente.

Londra, Berlino, Milano. L'Italia degli anni settanta che sfiorivano, il "No Future", le lotte, gli scontri, la musica, gli eccessi, l'ideologia, la persuasione ed il coinvolgimento di un fenomeno (brutta parola), l'ultimo probabilmente capace di convogliare una tale energia ed un tale numero di seguaci.

Difficile accettare oggi il fatto di essere tutti figli del punk, annacquati come siamo d'individualismo, web life e indolenza. Ma tant'è. La sua eredità pesa, come un macigno. Il punk è l'ultima controcultura di massa. Suo malgrado.

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22 dicembre 2005

lester bangs 


Lester Bangs - Guida ragionevole al frastuono più atroce (Ed. MinimumFax, 2005)

E' quasi inevitabile essere investiti da un potente e valvolare tumulto di emozioni distorte nel confronto con l'esperienza di vita, d'arte e soprattutto con l'inestimabile eredità letteraria di quest' uomo, vissuto nel Rock e morto prematuramente a soli trentatre anni...


In una America in cui l'illusione figlia dei fiori lentamente sfioriva e cedeva il passo ai duri ed incazzati della scena punk, la figura di Lester Bangs si stagliava come un faro nel panorama del giornalismo musicale dell'epoca. Una statua della libertà baffuta e barcollante con in mano la sua bottiglia di Romilar (sciroppo per la tosse con effetti allucinogeni) piazzata nel bel mezzo della grigia Detroit o sdraiata sonnecchiante e sbronza alle sette del mattino sul ponte di Brooklyn. Tutto il fervore di un epoca d'oro e d'acido della musica contemporanea riflessa attraverso la vita, le opere, gli amori e le parole del sig. Leslie (solo dopo adotterà il più noto Lester) Bangs da Escondido, California. Uno spaccato lucido e selvaggio dell'America seventies, nei corridoi di redazioni di riviste musicali trasformate in Comuni Hippy colme di personaggi inverosimili ed assolutamente reali, fra resoconti di concerti ed incontri con i musicisti (memorabili le battaglie verbali fra Bangs e Lou Reed), il tutto filtrato attraverso una narrazione autobiografica e perciò delirante, fatta di metafore taglienti, di parentesi aperte e spesso non chiuse, di bagordi fino al mattino, di musica, la più dolce e suadente di tutte le droghe. La vita di quest’uomo è un romanzo e le sue parole irriverenti non solo parlano di Rock, ma suonano.

Non si perdeva, Lester, nei meandri di una critica musicale puntigliosa e da classifica, poco gli interessavano le suddivisioni di genere, la scomposizione del fenomeno Rock'n Roll in fattori primi, la disgregazione dell'emozione animale celata dietro l'energia sacra del palco o nei solchi del vinile. Per Bangs, Rock'n Roll è tutto, è un modo di vivere la propria vita, di essere, di sentirsi tra la gente, di scrivere, di dipingere, di scopare. Chiunque sapesse ascoltare se stesso, liberare la propria anima adolescenziale rabbiosa e repressa, poteva essere un grande rocker, poteva trasmettere calore e vigore, perciò niente timori reverenziali nei confronti dei divi dello starsystem (tranne Lou Reed, si intende), siamo figli della stessa divinità tossica e tribale, navighiamo alle deriva sulla stessa barca, ci scoliamo la stessa birra in lattina, insomma, non è aria, niente masturbazioni gratuite... non ne era capace Lester e spesso non lo voleva. Sapeva di dover giocare da cattivo e man mano che la sua fama cresceva, precedendolo, era spesso costretto ad inscenare la sempre più limitante parodia del brutto e bastardo.

Questo libro raccoglie numerosi scritti di Bangs. Contiene regressioni autobiografiche, racconti immaginifici, invenzioni (il Nostro era solito citare spesso artisti e/o album mai esistiti), incipit di libri mai terminati dai titoli più disparati che partendo dalla musica coinvolgevano il costume, la televisione, i rapporti interpersonali, gli spaccati di vita quotidiana nel bel mezzo degli anni settanta ed ovviamente interviste, concerti, insomma, tutto il suo pentagramma allucinato e frenetico.
Non c'è continuità, è una raccolta nel senso più grezzo ed artigianale del termine, istintiva ed animale, e forse proprio per questo rappresenta al meglio colui che scrive ed il suo Essere più profondo, disarmonico, geniale e fuori riga.
La successione degli eventi nello sfogliare le pagine ci offre un'immagine a colori disordinata ed irregolare, talvolta insensata, ci sospende nel vuoto come se mancasse la terra sotto i piedi, poi all'improvviso ed inaspettatamente, Lester ci riporta giù, rispedendoci in picchiata come Tetris incastrati nella conca del nostro divano, o sul letto tra le coperte, o fra i cuscini, su un tappeto orientale.

Ed intanto senza accorgertene fuori è già buio, hai finito le sigarette, le ultime due dita di birra dimenticate nel tuo bicchiere sono sgasate e calde e pensi e ripensi e ti illudi che magari domani uscirà qualche album cazzuto che ti farà bruciare la pelle, ti farà saltare i timpani e pompare il cuore come non ti succede da un pò, ti accorgi che Raw Power degli Stooges messo su per l'occasione nel tuo stereo è già finito e l'autoplay, ha già fatto il resto...

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